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Fiat, Scuola, il Sindacato e le sue evoluzioni: a colloquio con Danilo Galvagni
Scritto da Sveva Stallone   
09/09/2010
vecchio-microfono.jpgL'"affaire" FIAT, le dichiarazioni di Marchionne, quelle di Tremonti, la scuola e le ultime forme di protesta, le esigenze del sindacato e le sue evoluzioni.  Nel tentativo di fare il punto sul corso degli ultimi avvenimenti, Bread&Roses NEWS ha rivolto qualche domanda a Danilo Galvagni, segretario generale della CISL di Milano.
 
Iniziamo dalla eco sollevata dal caso FIAT...

Il problema di fondo è che ha avuto ripercussione perché si tratta di FIAT, ma sono cose che accadono in tutte le tipologie contrattuali in cui ci siano dei lavoratori reintegrati nel loro posto di lavoro. Poi, evidentemente, il confronto tra l'impresa e il lavoratore, anche sulla base di quello che ha espresso il giudice si basa pure sui dati di un'impresa: un conto è un'azienda di venti persone, un altro è un'azienda che di personale ne ha 100mila. Dobbiamo anche contestualizzare tale fatto.

Tornando al contesto FIAT, come mai l'azienda risulta andare bene nel resto del mondo  e in Italia no?

Si tratta realmente di un problema di saturazione degli impianti. In Italia, questa risulta estremamente scarsa rispetto alla situazione che si verifica all'estero e questo è un problema di investimenti e capitali: dopo che ho costruito un impianto per rientrare dagli investimenti devo saturarlo di lavoro. Nell'impianto poi ci sono i lavoratori e anche qui...occorre affrontare il peso che l'automazione ha nel rapporto tra datore di lavoro e lavoratore odierno, rispetto a quello che era il lavoro in catena di montaggio di un tempo. Esiste ancora la catena di montaggio...mancherebbe altro...ma è stata automatizzata il più possibile, per cui l'investimento sarà sempre maggiore nel sito produttivo piuttosto che sul singolo lavoratore. Il rapporto tra quello che è la capacità produttiva dell'impianto e il lavoratore che deve presidiarlo – purtroppo – diventa più importante e a ciclo continuo: si tratta di farlo andare 24h su 24. Anche dal punto di vista sindacale si tratta di tutelare gli stessi diritti che c'erano di inizio secolo durante la rivoluzione industriale, ma in modi diversi; e cercare di conciliare una società diversa con ritmi e aspettative diverse con questo nuovo sistema industriale.


Ultimo aggiornamento ( 09/09/2010 )
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