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2009, “annus terribilis” per lavoro, economia e pensioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Regina Sartori   
06/03/2009
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Per Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, il 2009 sarà un anno nero, con un presente durissimo e un futuro che non accenna a migliorare. Un anno di crisi, dunque, rischiarato forse col potenziamento degli ammortizzatori sociali, con contributi per aziende e lavoratori. E' sempre il ministro dell'Economia ad affermare che il governo metterà a disposizione, oltre agli otto miliardi di euro già previsti per il 2009-2010, un'ulteriore cifra, che permetterà di aiutare le "imprese sane" e "dare ossigeno all'economia".


Anche le Regioni, nel loro piccolo si adeguano, come in Lazio, dove è già stato stanziato il reddito minimo per disoccupati e precari, di 530 euro. Il minimo per sopravvivere, ma tra non avere nulla e avere 500 euro in mano, la questione cambia e di molto.
Piero Marrazzo, governatore di quella Regione punta, però, a raggiungere i 20mila cittadini "privi di tutele sociali". Insomma, chi si muove già c'è, senza aspettare che il governo centrale si muova per tutti (uno a zero per il federalismo), però certo non basta.
 
Sarà un “annus terribilis” anche per la cassa integrazione e le pensioni. Per la prima, l'Inps ha già rilasciato le cifre riguardanti febbraio, dove la crescita è balzata al 553 per cento. Le richieste di cassa integrazione da parte delle aziende sono tornate in linea con quelle degli ultimi due mesi del 2008, mentre se si confronta il primo bimestre dell'anno l'incremento sullo stesso periodo del 2008 è del 443,26 per cento.

Per finire, uno sguardo alle pensioni. L'ultima trovata sull'innalzamento dell'età pensionabile rivolto alle donne, non è piaciuta ai sindacati, che inviano un messaggio all'esecutivo, alla vigilia del Consiglio dei ministri (che si terrà oggi 6 marzo, n.d.r.): "Il governo archivi questa decisione e si concentri sulle reali emergenze di economia e lavoro". Il segretario generale della CISL Raffaele Bonanni, in merito all'ultima trovata sulle pensioni ha dichiarato: "Non siamo d'accordo per ragioni di metodo e di merito. Per la CISL è inammissibile che su un tema delicato come quello delle pensioni, il Governo abbia deciso unilateralmente, senza aprire un confronto con il sindacato, come si è sempre fatto per tutti gli interventi sulla previdenza".
Ultimo aggiornamento ( 20/03/2009 )