| Regolamento par condicio in Rai: è polemica |
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| Scritto da (ADNKRONOS/Ign) | |
| 11/02/2010 | |
(Adnkronos/Ign) - E' polemica sul regolamento sulla par condicio in Rai, approvato dalla Vigilanza in vista delle regionali del 28 e 29 marzo. Le nuove regole, che bloccano di fatto le trasmissioni di approfondimento politico a ridosso del voto, potrebbero far saltare "Annozero", "Porta a Porta" e "Ballarò". Per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi la scelta della commissione di vigilanza Rai è "una decisione non scandalosa del Parlamento che va rispettata". In particolare il premier si è scagliato contro le "trasmissioni pollaio" che "con le risse tra le parti" hanno "concorso molto ad abbassare il livello di apprezzamento dei cittadini nei confronti della classe politica".
L'opposizione però non ci sta. Boccia il testo il segretario del Pd Pier Luigi Bersani.
"La decisione va rivista, perché tocca profili di libertà", osserva.
"Non bisogna fare di ogni erba un fascio - precisa -. La preoccupazione
dei Radicali è storica, veder garantito l'accesso. Quella della
maggioranza è di chi vuol ovattare la realtà e nascondere i problemi". Intanto, si leva anche la protesta della Federazione Nazionale della Stampa Italiana .
Il segretario dell'Usigrai Carlo Verna conferma "una giornata di
sciopero dei giornalisti Rai" che "cadrà non prima di quindici giorni
secondo la legge sul servizio pubblico". "Non sarà l'unica iniziativa -
annunciano Verna e il presidente dell'Fnsi Roberto Natale - si punterà
anche a coinvolgere i cittadini in una forma di protesta simile a
quella del 3 ottobre, giornata per la libertà di stampa". Forte la reazione del conduttore di "Annozero", Michele Santoro alle nuove regole: "E' un abuso di potere che non ha alcun fondamento legale". Critico anche il padrone di casa di "Porta a Porta", Bruno Vespa:
"Trovo molto grave l'azzeramento dei programmi informativi prima delle
elezioni e spero - sottolinea - che ci possano essere degli spazi di
mediazione".
Attacca il testo anche il conduttore di "Ballarò", Giovanni Floris: "Siamo davanti all'ingordigia della politica che si mangia l'editore, l'azienda, i conduttori, i giornalisti e anche gli ospiti. Oltre, naturalmente, ai telespettatori che pagano il canone". "Esistono i programmi appositi - sottolinea Floris - che assicurano spazi alle parti politiche, ma queste ultime vogliono di più, e pretendono di occupare trasmissioni di successo sperando che il pubblico resti incollato alla fascia oraria, a prescindere da quello che va in onda". Infine, per il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti "pretendere di oscurare i talk show della Rai perché non si riesce a trovare un modo per regolamentarli in periodo di campagna elettorale è un atto grave verso il servizio pubblico e i suoi utenti". L'Ordine chiede quindi alla commissione parlamentare di Vigilanza di riesaminare la sua decisione "offrendo così ai cittadini la possibilità di essere informati per capire e scegliere in maniera consapevole". |
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| Ultimo aggiornamento ( 17/02/2010 ) |
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