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n veste di comunità di imprese, sono circa
400 con un giro d’affari di 8 miliardi di euro e oltre 20.000
addetti, operanti nel settore dell’Information & Communication
Technology, Assintel (Associazione Nazionale Imprese Servizi Informatica
Telematica Robotica Eidomatica ) non può non essere un interlocutore
preferenziale per discutere di figure professionali e inquadramenti
contrattuali anche in vista dell’ormai prossimo rinnovo del
Ccnl del Terziario. Anche perché tale organismo fa dell’erogazione
di servizi quali l’assistenza legale e in materia di lavoro
e la consulenza per la ricerca di personale (oltre a curare aspetti
legati ai contratti di apprendistato e di Formazione e Lavoro, alla
formazione professionale e all’assistenza previdenziale integrativa)
una parte consistente della propria quotidiana attività. Ad
Erminio Bianchi, segretario generale di Assintel, abbiamo chiesto
di approfondire la tematica del rapporto fra figure Ict e contratto
del Terziario. Una prima doverosa premessa riguarda il fatto che “dal
’94 a oggi si sono firmate fra le parti solo ipotesi di accordo
che non si sono tramutate in un contratto vero e proprio, pur essendoci
quasi totalità di visione comune fra sindacato ed aziende”.
Il Ccnl è scaduto comunque a fine dicembre 2002 e la nuova
piattaforma è pronta per essere discussa, approvata e infine
applicata. Ma cosa cambierà in modo particolare per le figure
informatiche? “Le imprese It – ha precisato Bianchi -
applicano nel 60% dei casi questo contratto, ma è giusto riconoscere
che la piattaforma non soddisfa requisiti specifici legati alle professioni,
come avviene per esempio nel contratto dei metalmeccanici, nei confronti
del quale c’è una diatriba di fondo relativa all’aspetto
previdenziale Inps che parte da un decreto legge dell’1983 che
sancì di fatto il passaggio “automatico” di software
house e di servizi informatici all’universo industriale nel
segno di sgravi fiscali anche sostanziali”. Tornando al problema
delle figure specifiche, il monito lanciato da Bianchi è trasparente:
“la proposta è quella di inserire nel nuovo contratto
le 39 professionalità definite da Assintel e Confcommercio,
rispetto alle 7 previste nel ’94 e inquadrarle nei primi tre/quattro
livelli, comprendendo in tal senso anche l’operatore di call
center”. Quanto alle finalità di base, il messaggio confezionato
da Assintel è altrettanto chiaro: “si lavora per creare
un contratto in cui le imprese e gli addetti possano identificarsi
in modo idoneo, che migliori termini e parametri di valutazione e
tutela, che privilegi e regoli le professionalità”. Rimangono
a questo punto scoperti due temi sui quali Bianchi non si è
tirato indietro; l’idea di un contratto ad hoc per le figure
It, in primis, “potrebbe non essere necessario perché
è difficile capire i vantaggi specifici che comportrebbe, si
possono ipotizzare piuttosto sezioni del contratto attuale dedicate
o comunque particolari accordi a livello di categoria; per gli atipici
informatici, invece, esclusi dal Ccnl ma comunque molto significativi
nel settore a livello numerico, “la direzione è quella
di estendere loro determinate tutele e garanzie proprie dei dipendenti”.
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