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Assintel: “nel nuovo Ccnl più chiarezza per gli addetti It” PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
04/11/2008
n veste di comunità di imprese, sono circa 400 con un giro d’affari di 8 miliardi di euro e oltre 20.000 addetti, operanti nel settore dell’Information & Communication Technology, Assintel (Associazione Nazionale Imprese Servizi Informatica Telematica Robotica Eidomatica ) non può non essere un interlocutore preferenziale per discutere di figure professionali e inquadramenti contrattuali anche in vista dell’ormai prossimo rinnovo del Ccnl del Terziario. Anche perché tale organismo fa dell’erogazione di servizi quali l’assistenza legale e in materia di lavoro e la consulenza per la ricerca di personale (oltre a curare aspetti legati ai contratti di apprendistato e di Formazione e Lavoro, alla formazione professionale e all’assistenza previdenziale integrativa) una parte consistente della propria quotidiana attività. Ad Erminio Bianchi, segretario generale di Assintel, abbiamo chiesto di approfondire la tematica del rapporto fra figure Ict e contratto del Terziario. Una prima doverosa premessa riguarda il fatto che “dal ’94 a oggi si sono firmate fra le parti solo ipotesi di accordo che non si sono tramutate in un contratto vero e proprio, pur essendoci quasi totalità di visione comune fra sindacato ed aziende”. Il Ccnl è scaduto comunque a fine dicembre 2002 e la nuova piattaforma è pronta per essere discussa, approvata e infine applicata. Ma cosa cambierà in modo particolare per le figure informatiche? “Le imprese It – ha precisato Bianchi - applicano nel 60% dei casi questo contratto, ma è giusto riconoscere che la piattaforma non soddisfa requisiti specifici legati alle professioni, come avviene per esempio nel contratto dei metalmeccanici, nei confronti del quale c’è una diatriba di fondo relativa all’aspetto previdenziale Inps che parte da un decreto legge dell’1983 che sancì di fatto il passaggio “automatico” di software house e di servizi informatici all’universo industriale nel segno di sgravi fiscali anche sostanziali”. Tornando al problema delle figure specifiche, il monito lanciato da Bianchi è trasparente: “la proposta è quella di inserire nel nuovo contratto le 39 professionalità definite da Assintel e Confcommercio, rispetto alle 7 previste nel ’94 e inquadrarle nei primi tre/quattro livelli, comprendendo in tal senso anche l’operatore di call center”. Quanto alle finalità di base, il messaggio confezionato da Assintel è altrettanto chiaro: “si lavora per creare un contratto in cui le imprese e gli addetti possano identificarsi in modo idoneo, che migliori termini e parametri di valutazione e tutela, che privilegi e regoli le professionalità”. Rimangono a questo punto scoperti due temi sui quali Bianchi non si è tirato indietro; l’idea di un contratto ad hoc per le figure It, in primis, “potrebbe non essere necessario perché è difficile capire i vantaggi specifici che comportrebbe, si possono ipotizzare piuttosto sezioni del contratto attuale dedicate o comunque particolari accordi a livello di categoria; per gli atipici informatici, invece, esclusi dal Ccnl ma comunque molto significativi nel settore a livello numerico, “la direzione è quella di estendere loro determinate tutele e garanzie proprie dei dipendenti”.