Fiat, il 3 febbraio sciopero di quattro ore contro la dismissione di Termini Imerese
Scritto da (CISL - Red. B&R NEWS)   
27/01/2010
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(CISL - Redazione B&R NEWS) - Ancora di Fiat e Termini Imerese dobbiamo parlare, a fronte della decisione dell'amministratore delegato Sergio Marchionne , di chiudere lo stabilimento in questione. L'esternalizzazione delle maggiori imprese italiane, per ridurre i costi del lavoro, è sempre più sfacciata. Chi scrive non crede che continuando a esternalizzare pezzi di aziende, portandole in paesi dove il costo di lavoro è ridotto (e i diritti dei lavoratori quasi inesistenti), si possa aiutare l'economia italiana a uscire dalla crisi. Per questo, è stato indetto per il 3 febbraio prossimo, uno sciopero di quattro ore per tutti i lavoratori del Gruppo Fiat. La protesta è stata indetta da Fiom, Fim, Uim e Fismic. "Una prima iniziativa - spiegano le Segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic in una nota congiunta - nei confronti della Fiat e del Governo allo scopo di rilanciare il settore auto motive nel nostro Paese".

"I comparti in cui si muove il Gruppo Fiat (auto, veicoli industriali, macchine agricole e movimento terra, motori, componentistica, logistica e forniture) - sottolineano i sindacati dei metalmeccanici - rappresentano la quota più rilevante dell'industria italiana, sia in termini di occupazione che di investimenti e tecnologie e non vanno ridimensionati ma sviluppati. In tal senso non sono accettabili chiusure o ridimensionamenti di stabilimenti. Pertanto - chiedono le segreterie nazionali - vanno urgentemente convocati dal Governo i tavoli di confronto già previsti sui settori, a partire da quello sull'auto. Il confronto dovrà dare risposte anche sul tema degli ammortizzatori sociali, che vanno adeguati ai tempi della crisi e migliorati nella tutela economica. Inoltre Fiat - conclude la nota - deve cambiare rotta nelle relazioni sindacali ormai sempre più improntate all'unilateralità e alla formale comunicazione".
Ultimo aggiornamento ( 29/01/2010 )